Legumi

Cece nero: è una varietà poco diffusa e da molti ignorata, prodotto tradizionalmente nella zona di Muro Leccese e della Grecìa Salentina, sembra fosse conosciuto già dagli Egizi. Le Stanzie da tempo lavorano al suo recupero e lo propongono come gustoso piatto caldo invernale. Si semina alla fine dell’inverno e si raccoglie a luglio, cresce bene nella terra rossa salentina. Appare con la sottile buccia bruna e l’interno giallo, ha un sapore ottimo, così come le sue qualità organolettiche. Grazie all’alto contenuto di proteine e di ferro, un tempo si usava darlo alle puerpere. Potete mangiarne senza temere il fastidioso problema del meteorismo: è molto ridotto rispetto agli altri legumi.

Fagiolo bianco: è una varietà tradizionale salentina, largamente coltivata in provincia di Lecce, grazie alla sua resistenza elevata e allo scarso fabbisogno di acqua. Di dimensioni medio piccole, può avere forma tondeggiante o schiacciata. Ricco di potassio, acido folico, magnesio, ferro, rame, fosforo, ha potere tonificante e ricostituente, proprietà rinfrescante e disintossicante.

Fagiolo con l’occhio: è antichissimo, lo coltivavano già gli Etruschi e ancor prima gli Egizi, che sembra lo utilizzassero nei riti dedicati a Iside, dea della fertilità. Noto anche ai Greci e ai Romani, nel mondo antico veniva usato per placare gli spiriti e come amuleto contro streghe e spettri. Era la varietà più diffusa in Italia prima della scoperta dell’America, poi altri tipi di fagiolo, provenienti dal Nuovo Mondo, ne presero il posto. Nel Salento era molto apprezzato e consumato soprattutto verde. Perfetto anche per le insalate, è ricco di proteine, fibre e minerali.

Lenticchia: è tra le piante più antiche, veniva consumata come zuppa nell’antica Grecia e apprezzata per l’alto valore proteico, tanto che Ippocrate la consigliava agli anziani, per potenziarne la loro virilità. Priva di grassi, con un elevato potere energetico, ricca di fosforo, ferro e vitamine, ha un’efficace azione antianemica e di prevenzione dell’arteriosclerosi. Ha un sapore dolce e delicato e si scioglie in bocca.

Cicerchia: è un legume antichissimo, tra i più diffusi in Italia meridionale nella Preistoria, come attestano gli studi di archeobotanica. In dialetto leccese si dice tòlica, il cui corrispondente italiano è dòlico, dal greco dolicos. È un legume molto rustico e riesce ad adattarsi e a sopravvivere anche in condizioni sfavorevoli. Prodotta un tempo soprattutto per l’alimentazione animale, negli ultimi anni è stata riscoperta e si propone questo prelibato legume in vari modi: zuppe, insalate, frittelle.

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