Azienda

La storia millenaria e la tradizione salentina si tramutano in odori, colori e sapori straordinari. Quelli della terra rossa, degli ortaggi e dei frutti nei campi, degli ulivi secolari, dei vigneti, delle erbe aromatiche e del grano. Una masseria antica, luogo di memoria e di lavoro. Che profuma di pane caldo appena sfornato. Dove tutto è prodotto in casa: dal latte munto nella stalla ai formaggi freschi preparati nel caseificio, dalla pasta fatta in casa alle fragranti crostate alla frutta.

Benvenuti a Le Stanzie, pronti a vivere un’esperienza unica.

La Masseria, realizzata interamente in pietra, è di circa 500 metri quadrati e comprende dieci stanze tutte intercomunicanti, con arredi, camini e oggetti della tradizione, che fanno rivivere l’atmosfera delle vecchie case di campagna. La sala più antica risale al 1200, era una torre difensiva, poi inglobata nella masseria; la stanza più grande è del 1400, poi c’è quella ottocentesca con volte a stella e un camino imponente, che all’epoca restava sempre acceso, per cuocere i pasti, lavorare i formaggi e fare il bucato. Quella più piccola con due camini, voltata a botte era usata come dormitorio dei braccianti nell’800. Il Tramezzato era il luogo dove veniva lasciato il fieno per i cavalli; la Stanza Credenza, cosiddetta per la presenza di un mobile dell’800, era usata a scopo abitativo dai massari, con stufa a legna e finestrino di avvistamento; accanto c’è un’altra stanza simmetrica con volta a stella, finestrino e porta sulla campagna. La Stanza del Formaggio ha la vasca di lavorazione del latte, un camino e le scanzìe, dove si mettevano a stagionare i formaggi;  infine la Stanzetta Talaro, dove c’era un telaio e le donne tessevano la lana.
D’estate si cena nella “curte”, un tempo spazio per il ricovero degli animali protetto da muri a secco, oggi un patio esterno con pergolato e giardino che profuma di erbe mediterranee: timo, menta, origano, rosmarino, salvia.

Il Frantoio semi-ipogeo
All’interno della masseria si accede, da due rampe di scale, al sottostante frantoio semi- ipogeo, che ha funzionato fino agli inizi del ‘900 e ora è uno spazio per meeting, convegni e ricevimenti all’insegna della memoria contadina  e del buon “gusto”. Sulla parete di sinistra ci sono una vasca per la molitura delle olive, la frantumazione avveniva con una macina mossa a mano, un camino dove i frantoiani preparavano la “pignata di legumi” e una mangiatoia. Sulla destra, invece, sono collocati i torchi per la spremitura: quatto alla genovese e uno alla calabrese, il più antico di origine bizantina, che domina sulla parete di fronte.

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